8-2-2018
“In questi due anni le autorità egiziane hanno fallito nel tentativo di condurre un’indagine efficace, indipendente e imparziale sulla tortura e sull’uccisione di Giulio Regeni. L’Egitto deve dare una risposta subito, non solo alla famiglia di Regeni ma a 500 milioni di cittadini europei, altrimenti non potremo più considerarlo un buon partner commerciale e una destinazione sicura per i nostri concittadini”. Lo ha detto oggi in Plenaria a Strasburgo l’eurodeputata del Pd Isabella De Monte, intervenendo in Aula sull’omicidio del ricercatore friulano, durante la discussione della risoluzione sulle esecuzioni sommarie in Egitto, approvata dal Parlamento. Quella di oggi segue, a due anni di distanza, la risoluzione già approvata a Strasburgo il 10 marzo 2016.
Secondo De Monte “nel terzo millennio l’Ue non può tollerare che in alcuni Stati vi siano ancora torture, esecuzioni sommarie e mancato rispetto dei diritti umani. L’Ue è il primo partner economico dell’Egitto, ma non possiamo chiudere gli occhi dinanzi a trattamenti crudeli e disumani. Giulio Regeni era un giovane ricercatore barbaramente torturato e poi ucciso in Egitto; era figlio di questa Europa, fondata sui diritti e le libertà, che sono stati calpestati”.
“Forse – osserva De Monte - qualcuno sperava che dopo poco tempo tutto sarebbe stato dimenticato, ma come Parlamento europeo non intendiamo tacere e chiederemo sempre e con forza che su questo omicidio si faccia chiarezza”.
