6-3-2017
“L’Europa sta aprendo le porte al sostegno pubblico agli aeroporti regionali, come quello di Rondi dei Legionari. L’iter legislativo non è ancora terminato, ma l’orientamento della Commissione europea, sostenuto dal Governo italiano, è quello di aprire alla flessibilità nell’erogazione di fondi pubblici a sostegno degli investimenti per gli aeroporti con passeggeri annui fino a 3 milioni. Lo scalo di Trieste rientra quindi tra i soggetti potenzialmente destinatari di tali fondi, che andrebbero in deroga alla normativa sugli aiuti di Stato”. Lo ha affermato oggi a Trieste l’europarlamentare del Pd e componente della commissione Trasporti e turismo, Isabella De Monte, rispondendo alle domande dei membri della Quarta commissione permanente, presieduta da Vittorino Boem. De Monte, in audizione sul tema della sostenibilità ambientale, ha illustrato le proposte contenute nel programma di lavoro 2017 della Commissione europea nel settore dei trasporti a basse emissioni.
Il tema dell’aviazione è stato solo uno dei molti argomenti al centro dei lavori. In generale De Monte si è soffermata sui dossier aperti a livello europei in tema di trasporti e della sostenibilità ambientale, e di come declinare le politiche europee sul territorio. L’eurodeputata ha spiegato che nei trasporti la componente su strada è la causa di oltre il 70% delle emissioni. L’obiettivo a lungo termine è quindi la riduzione, entro il 2030, del 20% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto al 2008. Guardando ai livelli di inquinamento atmosferico tra gli Stati membri nel periodo 1990-2013, l’Italia si pone tra coloro che non li hanno ridotti, ma neppure aumentati.
Quanto alle novità, l’europarlamentare ha parlato delle proposte di risoluzione approvate dal Parlamento europeo in merito all’utilizzo e stoccaggio del gas naturale liquefatto (Gnl) quale combustibile alternativo, ma soprattutto in riferimento a una strategia per l’aviazione in Europa, dove si sottolinea la necessità di ridurre le emissioni legate alle attività operative negli aeroporti e continuare a finanziare programmi come SESAR (Single European Sky ATM Research) che mirano a riconsiderare lo spazio aereo europeo e il suo sistema di gestione del traffico aereo (ATM - Air Traffic Management).
De Monte ha proseguito illustrando i principali dossier sempre accolti recentemente dal Parlamento europeo riferiti ai porti che fanno parte della rete transeuropea dei trasporti; alla pianificazione strategica del sistema aeroportuale europeo, con la necessità di creare un “cielo unico europeo”; al IV Pacchetto ferroviario; al dumping sociale, con l’intensificazione dei controlli in materia di orari di lavoro e contro il cabotaggio illegale.
In particolare su questo tema secondo De Monte “garantire condizioni di parità nella prestazione di servizi transfrontalieri e tutelare i lavoratori del settore dell’autotrasporto è obiettivo prioritario, ed è ciò cui si sta lavorando a livello europeo. Al Parlamento europeo stiamo lavorando per offrire uno strumento giuridico efficace per garantire condizioni di parità, cui si affianchi una solida protezione sociale dei lavoratori distaccati. L’8 marzo 2016 la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva che andrà a modificare la direttiva 96/71/CE del 1996 relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi. Questa proposta di direttiva non riguarda le questioni trattate dalla direttiva di applicazione 2014/67/UE, che si è focalizzata sulle tematiche connesse alle frodi, all’elusione e al miglioramento dello scambio di informazioni tra Stati membri, ma tocca altre questioni cruciali per il comparto, in particolare per chi opera nella zone di confine come Trieste e Gorizia”.
Ampio spazio dedicato anche alla cosiddetta sharing economiy (Airbnb e Uber sono gli esempi più noti). De Monte ha spiegato che è necessario andare verso un quadro giuridico armonizzato e trasparente a livello europeo e che “in Europa si sta lavorando, pur nel rispetto delle regole sulla concorrenza e delle normative vigenti, verso un sostegno a tali realtà nelle aree periferiche, laddove ciò possano supportare il settore dei trasporti e i servizi offerti ai cittadini nelle aree meno servite”.
In commissione è intervenuto anche il professor Romeo Danielis, dell’Università di Trieste, che ha esposto uno studio sullaDiffusione della mobilità elettrica, dal quale si evince che l’Italia è indietro rispetto ad altri Paesi europei e non solo su questo fronte. Se la Norvegia è al primo posto della classifica, con il 22,4% immatricolate nel 2015, e la Cina chiude la classifica dei primi 10 Paesi al mondo con lo 0,84%, l’Italia si ferma allo 0,01%. In tutta Italia, nel mese di febbraio sono state vendute solo 115 vetture elettriche e in Fvg si contano complessivamente solo 45 veicoli di questo tipo a febbraio 2016.
