04-03-2017
“Per l’Ue lo sviluppo delle infrastrutture e della connettività tra Europa e Balcani occidentali è prioritario, e il ruolo di Trieste e del Friuli Venezia Giulia strategico. Anche da qui la decisione di organizzare il prossimo vertice annuale dei Balcani occidentali a Trieste, dove si farà anche una verifica dei progetti in corso di cofinanziamento e di quelli che potranno ancora essere cofinanziati”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd, componente della commissione Trasporti e turismo, Isabella De Monte, in missione a Pristina, in Kosovo, per partecipare alla Conferenza interparlamentare sulle reti transfrontaliere (TEN-T).
Secondo De Monte “per l’Ue la connettività è una priorità e per questo ha destinato un miliardo di euro per investimenti in progetti di connettività e assistenza tecnica, per gli anni 2014-2020, all’interno dell’Europa ma anche nelle regioni confinanti. Investire sul potenziamento delle reti di trasporto e sulle infrastrutture energetiche che collegano Europa e i Paesi vicini è indispensabile per l’Ue, perché leva di sviluppo e occupazione, e strumento per attrarre investimenti. Per Bruxelles le reti di connessione con i Balcani sono essenziali perché questa regione rappresenta un ponte verso i mercati dell’Asia. Per questo – continua – vi sono progetti di sviluppo delle reti di trasporto cofinanziati dall’Ue in particolare lungo il corridoio Mediterraneo, che coinvolgono Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia”.
Secondo De Monte “la coesione territoriale passa soprattutto attraverso il rafforzamento dei collegamenti. E’ fondamentale correggere gli errori del passato: per anni si sono costruite infrastrutture con un’ottica esclusivamente nazionale, con il risultato di avere infrastrutture incomplete e frammentate, con barriere che hanno reso il transito di persone e merci più complesso e costoso. Ovviamente i trasporti non finiscono dove terminano i confini europei, e – evidenzia De Monte - le reti TEN-T vanno estese ai Paesi confinanti con l’Europa. Da qui la necessità di avere i Balcani come interlocutore privilegiato. L’obiettivo è condividere con questi Paesi l’esperienza maturata dall’Ue negli ultimi vent’anni in questo settore, per creare reti più efficienti e più sicure, rispondenti agli standard europei”.
Quello in Kosovo, per temi e scenari aperti, anticipa il vertice annuale dei Balcani Occidentali che il prossimo 12 luglio si svolgerà a Trieste, previsto in Italia nell’ambito del “processo di Berlino”. Al summit parteciperanno i rappresentanti di Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedonia, Albania, e degli Stati membri dell’Ue.
