“La confisca dei documenti di identità ad automobilisti italiani per la mancata esposizione della vignetta autostradale slovena sul proprio mezzo è una circostanza che secondo la Commissione europea “suscita delle riserve” e che potrebbe essere circoscritta a specifici casi di “errata applicazione” della legge”. Lo afferma l’europarlametnare del Pd e componenete della commissione Trasporti e turismo, Isabella De Monte, riportando la risposta della Commissione europea a una sua recente interrogazione.
La deputata euopea aveva sollecitato la Commissione a intervenire in merito ad alcuni casi di documenti di indentità ritirati ad automobilisti italiani fermati senza essere dotati di “vignetta” sulla rete autostradale slovena. De Monte aveva definito il ritiro del documento di identità “contrario ai principi e alle regole europee di libera circolazione delle persone” e per tale ragione aveva presentato un’interrogazione.
Secondo De Monte “rispondendo alla mia interrogazione la Commissione ricorda che, per quanto riguarda le multe stradali, quelle non pagate possono essere riscosse oltre il confine di Stato ai sensi della decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie”.
“La Commissione – evidenzia De Monte - puntualizza di non essere a conoscenza dell’esistenza di una prassi amministrativa generale delle autorità slovene che violi il diritto dell’Ue, e scrive che la decisione di confiscare documenti di immatricolazione del veicolo o documenti di identità potrebbe suscitare delle riserve sul fatto che essa sia proporzionata e giustificata”.
“Quindi – evidenzia De Monte – nell’interrogazione si puntualizza che in presenza di casi isolati di errata applicazione da parte delle autorità nazionali di diritti interni che recepiscono correttamente le norme dell’Ue, la soluzione più efficace consiste nel rivolgersi a SOLVIT, una rete online per la risoluzione dei problemi nell’ambito della quale gli Stati membri collaborano per risolvere in modo pragmatico problemi derivanti da una scorretta applicazione delle norme sul mercato interno da parte delle autorità pubbliche. Le misure imposte – conclude De Monte, riportando le parole della Commissione - potrebbero inoltre essere soggette a controllo giurisdizionale, in conformità al diritto nazionale applicabile”.
