“La sentenza odierna della Corte di giustizia europea era purtroppo attesa da tempo. Ora auspichiamo che il Governo individui un provvedimento “tampone” a salvaguardia delle imprese e dei lavoratori balneari, per arrivare poi alla partita chiave delle future concessioni, in cui l’Italia potrà e dovrà trattare con la Commissione per tutelare le peculiarità delle nostre coste e delle nostre imprese”. Lo afferma l’eurodeputata del Pd, componente della commissione Trasporti e turismo, Isabella De Monte, commentando la sentenza della Corte europea di giustizia, che ha bocciato le proroghe fino al 2020 delle concessioni balneari in Italia, in quanto lesive della concorrenza.
Secondo De Monte “le nostre coste e le nostre spiagge sono un motore potente del turismo italiano e della nostra economia, e vanno tutelate sotto ogni aspetto, valorizzando la qualità, l’esperienza e la professionalità di chi le gestisce. Conosciamo però bene quanto siano cari all’Ue i principi della libera concorrenza, e la sentenza di oggi tiene il punto sul fatto che, per le concessioni demaniali, si debba andare a gara, come previsto dalla direttiva Bolkestein. Tra i due aspetti non è impossibile trovare una mediazione e un punto di equilibrio. Per questo, nell’immediato – continua – è opportuno che il Governo si adoperi per sostenere questo importante settore economico italiano, approvando un provvedimento tampone che permetta di non bloccare il comparto, ma nel rispetto della sentenza”.
“Per quanto riguarda invece le concessioni future – sottolinea De Monte – l’Italia dovrà trattare con l’Ue per tutelare le nostre spiagge, e i margini ci sono: la Bolkestein, infatti, sancisce un principio, che è quello della necessità di aprire alla libera concorrenza sulle concessioni demaniali, ma lascia allo stesso tempo ampi margini all’interno dei quali sarà possibile tutelare le peculiarità delle nostre coste e il nostro tessuto economico, composto prevalentemente da imprese di tipo familiare. Tutti questi aspetti, che rendono uniche le nostre spiagge – conclude - potranno e dovranno essere tenute in considerazione nella trattativa che il Governo italiano sarà chiamato a fare con la Commissione”.
