“Il disastro del Vajont, con le vittime, la disperazione e la rabbia da esso provocati, siano da monito e da sprone per costruire finalmente un rapporto nuovo con la terra, sano, equilibrato e rispettoso”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Isabella De Monte in occasione dell’anniversario della tragedia del Vajont, che il 9 ottobre del 1963 provocò 1.910 morti e distrusse i paesi di Erto, Casso e Longarone. Secondo De Monte “la storia, anche recente, continua a insegnarci che gli abusi, l’imprudenza e la noncuranza dell’uomo nei confronti del territorio e della natura, sono spesso causa di morte e disastri che devono essere evitati con ogni mezzo. Tutto il territorio, e la montagna in particolare, splendida ma fragile – continua - necessitano di un’attenzione e di un rispetto assoluti, che, purtroppo, in passato sono spesso mancati e che continuano a non essere così scontati”. “La tragedia del Vajont è stata frutto di errori e di scelte scellerate – sottolinea De Monte – che ancora oggi suscitano amarezza e rabbia nei confronti di un sistema che, a vari livelli, ha fallito”.
