“L’Ue deve sostenere, con maggiore impegno anche finanziario, i Paesi membri e le comunità locali nella difesa e valorizzazione delle lingue minoritarie. Con questo atto impegniamo la Commissione europea a farsi carico di una questione di equità e libertà, oltre che di rispetto di un obbligo in tema di diritti umani”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Isabella De Monte, che ha sottoscritto la dichiarazione scritta numero 46 del 2015 sulla “Protezione e promozione delle lingue regionali e minoritarie nell'Ue”, che rimarrà aperta fino a dicembre ed è già stata firmata in modo trasversale da numerosi parlamentari dei vari schieramenti. Secondo De Monte “nell’Ue esistono più di sessante lingue regionali o minoritarie, parlate da oltre 40 milioni di persone. Quasi tutte le comunità linguistiche regionali e minoritarie affrontano difficoltà nel garantire la sopravvivenza delle proprie lingue, 49 delle quali corrono un serio rischio di estinzione. Come correttamente sottolineiamo nella dichiarazione – osserva De Monte - la protezione delle lingue regionali e minoritarie costituisce un obbligo dal punto di vista dei diritti umani, nonché una componente essenziale nella creazione di società eque, multiculturali e tolleranti. Inoltre nel 2013 il Parlamento europeo ha approvato la cosiddetta "relazione Alfonsi", con 645 voti a favore”. “Per questo motivo vogliamo impegnare la Commissione europea – afferma De Monte - a prevedere ulteriori azioni in merito alla protezione delle lingue a rischio di estinzione e a fornire maggior sostegno finanziario alle comunità linguistiche e alle autorità locali e regionali allo scopo di svolgere un'opera di sensibilizzazione sul tema delle lingue meno diffuse”.
