Comunicati stampa

RIFIUTI: PADOVA; SU CASO C&C RISCHIO PROCEDURA DI INFRAZIONE UE

21/5/2019

«Sul caso C&C è arrivato il monito forte dell’Europa: la Commissione europea sta verificando se vi siano le condizioni per avviare una procedura di infrazione, su questo e su altri casi di capannoni abbandonati e pieni di rifiuti pericolosi in Veneto. Il presidente Zaia fino ad oggi ha fatto finta di non vedere, ma adesso deve intervenire». Lo afferma Isabella De Monte, eurodeputata Pd e candidata alle Europee nel Nordest, che aveva presentato un’interrogazione alla Commissione Ue sul conferimento abusivo di rifiuti all’interno di un grande capannone industriale nel Comune di Pernumia (Padova), nell’area ex C&C Spa, per rendere nota la situazione e sollecitare un intervento urgente a tutela della salute dei cittadini.

Secondo De Monte «la risposta è arrivata ed è netta. In primo luogo sottolinea che, a norma dell'articolo 13 della direttiva 2008/98/CE in combinato disposto con l’articolo 17, spetta alle autorità competenti degli Stati membri l’obbligo di garantire che la gestione dei rifiuti pericolosi sia effettuata senza danneggiare la salute delle persone e l’ambiente. In secondo luogo – aggiunge De Monte – la Commissione evidenzia che le osservazioni più volte presentate su questo caso potrebbero indicare una violazione della suddetta normativa europea e carenze nell’applicazione della legge da parte delle autorità italiane. Responsabili dell’accertamento di tali violazioni specifiche sono in primo luogo le autorità amministrative italiane competenti».

«Nella risposta – sottolinea De Monte - è stato inoltre evidenziato che è competenza degli organi giurisdizionali italiani sostenere le azioni di tutti i cittadini che necessitano di protezione da misure nazionali incompatibili con la normativa dell’Ue o che chiedono compensazione finanziaria per i danni causati dall’inerzia delle autorità nazionali. Ricordo che nel caso della C&C, l’interno del capannone è rimasto completamente ingombro di circa 44mila tonnellate di rifiuti considerati pericolosi. La Commissione europea riporta inoltre che, prima di aprire una procedura di infrazione, è opportuno dare priorità ai casi che potrebbero configurare, tra le altre cose, un’inosservanza sistematica del diritto dell’Unione. Per questo la Commissione dice che ha preso atto della segnalazione e contatterà le autorità competenti qualora in Veneto si verificassero altri casi analoghi come quello della C&C».

«E’ da anni che in Veneto si moltiplicano le denunce su casi simili – conclude De Monte – e il presidente Zaia non ha ancora preso posizione e agito in difesa dei cittadini. Ci sono tonnellate di rifiuti inquinati nascosti all’interno di cave abbandonate o impiegati per costruire le strade. La misura è colma: è tempo di avviare le bonifiche».