Comunicati stampa

MOSE: GOVERNO VUOLE METTERLO SULLE SPALLE DEI VENEZIANI, ZAIA REAGISCA

13/5/2019

 

«Di Maio e Salvini vogliono far pagare il Mose a veneziani e turisti per avere i soldi per foraggiare di reddito di cittadinanza: siamo allo sbando. La Regione intervenga subito, sia contro questa follia sia per tutelare i posti di lavoro e le professionalità impegnate in questi anni per realizzare l’opera, che qualcuno vorrebbe cancellare con un colpo di spugna». Lo afferma Isabella De Monte, eurodeputata Pd e componente della commissione Trasporti e turismo, candidata nella circoscrizione Nordest, che ha visitato il Mose assieme a Claudio Orazio, ex sindaco di Cavallino-Treporti e un gruppo di iscritti del circolo Pd di Cavallino Treporti.

 

Secondo De Monte «la prima anticipazione di quello che vedremo con l’aumento dell’Iva toccherà a Venezia. I soldi per gestire il Mose non ci sono e la grande pensata del governo è una nuova tassa: ma a Roma credono che siamo tutti nati ieri? Il Mose va concluso velocemente e messo in funzione, e deve essere il Governo a occuparsene: è un’opera nazionale. Stiamo inoltre ancora aspettando che venga costituita l’Authority pubblica di indirizzo e sorveglianza per la gestione e manutenzione dell’opera, coinvolgendo Regione, Città metropolitana, ministro delle Infrastrutture e Autorità portuale: ma cosa aspettano?».

 

De Monte si sofferma anche sulla questione del Consorzio Venezia Nuova e della società Thetis e Comar, già oggetto di un’interrogazione dei consiglieri regionali Pd Francesca Zottis e Bruno Pigozzo. «Il personale di Thetis, come noto, è altamente specializzato, perché la società è considerata una delle migliori in Italia nel settore dell’ingegneria ambientale. In questi giorni – sottolinea De Monte - il Consorzio Venezia Nuova ha incaricato due consulenti esterni per la predisposizione di un piano di riorganizzazione del personale che coinvolgerebbe circa 200 dipendenti, senza che ci sia stato un confronto preventivo tra direzione aziendale e sindacati, e il nostro timore è che la professionalità messa in campo in questi anni ora venga dispersa. La Regione reagisca contro uno Stato inerme anche al fine di tutelare i posti di lavoro e la qualità a difesa di Venezia».