3/4/2019
«Il ‘nuovo’ sistema dell’ora legale potrebbe causare danni al commercio transfrontaliero e al settore dei trasporti in tutte le zone di confine come il Friuli Venezia Giulia. Per questo mi impegnerò affinché il provvedimento venga profondamente modificato in seconda lettura: è indispensabile un approccio armonizzato tra Stati membri». Lo afferma Isabella De Monte, eurodeputata Pd e componente della commissione Trasporti e turismo, dopo l’approvazione in prima lettura, da parte del Parlamento europeo, dell’abolizione del passaggio dall’ora solare all’ora legale a partire dal 2021. Abolizione che non sarà obbligatoria, ma facoltativa, con la conseguenza che due Paesi Ue confinanti potrebbero trovarsi ad avere le lancette dell’orologio posizionate su orari diversi.
Secondo De Monte, che ha espresso voto contrario al provvedimento, «la decisione di Strasburgo parte da una consultazione avviata dalla Commissione europea dal 4 luglio al 16 agosto 2018, grazie alla quale si sono raccolti, con un sondaggio, i punti di vista dei cittadini europei. L’obiettivo era verificare il funzionamento delle attuali disposizioni e valutare se fosse opportuno modificarle. A tale sondaggio – continua - hanno risposto per il 70 per cento persone di nazionalità tedesca, il che fa capire che la decisione di farne una proposta legislativa non rispecchia appieno la volontà dei diversi cittadini di tutti gli Stati membri».
«Sono stata contraria sin dall’inizio dell’iter legislativo a questa proposta che – evidenzia De Monte - rischia di frammentare ulteriormente la situazione già segnata da tre differenti fusi orari. Le disposizioni che sono in vigore oggi, infatti, hanno effetti positivi sia sul risparmio energetico, la sicurezza stradale e l’aumento delle ore di luce da destinare ad attività di svago serali, sia più semplicemente sull’allineamento di pratiche nazionali a quelle dei Paesi limitrofi e dei principali partner commerciali. Sono convinta, infatti, che ci sia bisogno di un approccio armonizzato all’interno del mercato unico, che risentirà sicuramente delle modifiche di orario non coordinate, causando costi più elevati per il commercio transfrontaliero, disagi nel settore dei trasporti, delle comunicazioni e degli spostamenti personali e un calo di produttività nel mercato interno per i beni e i servizi».
«Anche il risparmio energetico – conclude De Monte - seppure minimo, dovrebbe essere preso in considerazione in un periodo in cui ogni euro vale. Inoltre non bisogna sottovalutare il fatto che ore di luce diurna supplementare durante l’estate possono essere impiegate in agricoltura e nel lavoro nei campi».
