“L’imposta di soggiorno non può essere un tabù. E’ giusto valutarne l’introduzione facoltativa anche in Fvg, perché, se reinvestite nel settore, le entrate possono essere destinate alla riqualificazione e alla valorizzazione turistica dei territori, a beneficio di tutti, categorie comprese”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Isabella De Monte, componente della commissione Trasporti e turismo e relatrice del Dossier turismo al Parlamento europeo. Secondo De Monte “è lecito che alcuni Comuni ad alta vocazione turistica abbiano posto la questione e sono convinta che la Regione debba analizzare ogni aspetto della materia”. “Capisco le preoccupazioni di alcuni operatori – sottolinea De Monte - ma credo che l’imposta di soggiorno possa essere vista e utilizzata in chiave di investimento. Se le entrate vengono destinate alla riqualificazione dei territori per renderli più attrattivi, e al potenziamento dell’offerta di servizi per cittadini e turisti, si genere un circolo virtuoso che va a beneficio di tutti, anche degli operatori del settore. Ovviamente – continua - è essenziale che le entrate vengano reinvestite nel settore e che l’introduzione sia facoltativa”. Secondo De Monte “è vero che sul comparto in Italia pesa già oggi una forte pressione fiscale, ma è altrettanto vero che, sempre nel nostro Paese, moltissime città e centri turistici hanno introdotto l’imposta di soggiorno da tempo, per non parlare della vicina Austria. Con il nostro straordinario patrimonio storico, artistico e naturalistico, con le rinnovate strategie di rilancio turistico messe in campo dalla Regione e con un potenziamento ulteriore dei servizi, sono convinta che i turisti continueranno a scegliere l’offerta migliore”. “Il turismo vincente a livello nazionale ed europeo – osserva De Monte – è quello che punta sulle peculiarità, cogliendo le sfide della digitalizzazione, della sostenibilità, del turismo integrato, dell’alta formazione. In un mercato sempre più competitivo – sottolinea - avranno forza le proposte che si rivolgono a precise fasce di turisti, ma all’interno di un mercato globale. Penso al turismo culturale, ma anche tematico, sanitario o accessibile. E’ su questo – conclude – che dobbiamo investire sempre di più”.
