Comunicati stampa

LAVORO: FONDO SOCIALE EUROPEO IN AUMENTO, MA L'ITALIA SIA IN GRADO DI COGLIERE OPPORTUNITA’

Al Parlamento europeo workshop con 35 tra consulenti del lavoro e sindacalisti organizzato da De Monte

29-11-2018

 

“Il lavoro è la sfida numero uno per l’Italia, e dall’Europa possono arrivare grandi opportunità che noi dobbiamo essere in grado di cogliere meglio di come fatto sino ad oggi, a partire da quelle offerte dal Fondo sociale europeo, per cui è previsto un aumento delle risorse nel periodo 2021-2027”. Lo ha affermato oggi a Bruxelles Isabella De Monte durante l’evento “La strategia europea per il mercato del lavoro: sfide e opportunità”, organizzato al Parlamento europeo in collaborazione con l’Ordine dei consulenti del lavoro di Udine. Un’iniziativa che ha visto la partecipazione di 35 tra consulenti del lavoro, commercialisti, sindacalisti e imprenditori, provenienti per la maggior parte dal Friuli Venezia Giulia, ma anche da Emilia-Romagna e Veneto, invitati da De Monte a Bruxelles per un confronto sui temi del lavoro, del welfare aziendale e dei finanziamenti europei per lo sviluppo d’impresa. L’iniziativa è stata suddivisa in diversi momenti, ciascuno incentrato su uno specifico tema, con il contributo di funzionari europei, tecnici e altri parlamentari esperti in tema di occupazione, come l’ex segretario generale della Cgil Sergio Cofferati (S&D). La giornata si è conclusa con una visita istituzionale al Parlamento europeo.

 

Secondo De Monte “ho voluto organizzare un momento di confronto e approfondimento su una materia fondamentale come il lavoro mettendo a confronto persone con profili diversi, per affrontare il tema a 360 gradi: dal punto di vista dei lavoratori, degli imprenditori e dei tecnici". Ha poi ricordato, con il supporto tecnico di Fabio Franzolini, consulente in progettazione europea, il portale “Bandi e Finanziamenti”, ideato da De Monte e messo a disposizione delle categorie e delle realtà pubbliche e private del Fvg per facilitare la ricerca di finanziamenti europei, sottolineando che esistono, oltre ai finanziamenti del Fondo sociale europeo, anche molti fondi diretti a disposizione delle azienda in tema di lavoro, in particolare sulla formazione, che troppo frequentemente ci si lascia scappare perché spesso le imprese, soprattutto quelle più piccole, non conoscono il funzionamento dei bandi”.       

 

Tra i numerosi interventi, quelli dei rappresentanti sindacali e dei segretari confederali del Fvg, che, per voce del segretario della Cgil William Pezzettahanno affrontato diverse problematiche. Pezzetta si è soffermato in particolare sul tema del lavoro transfrontaliero e dei distacchi, perché “il Fvg è un regione di confine e il fenomeno è caratterizzata da numeri importanti. Credo che in regione circa 10mila persone siano interessate, soprattutto nei comparti dell’autotrasporto e dell’edilizia, dove il 50-60 per cento dei lavoratori provengono da Slovenia, Croazia ed Est Europa. Questo fenomeno ha implicazioni importanti su materie quali la fiscalità e l’applicazione contrattuale, che devono trovare proprio nell’Ue un interlocutore forte”. Ha ricordato inoltre il tema dell’occupazione giovanile e del lavoro part-time, spesso forzato per le donne: “Abbiamo perso 50mila occupati dal 2008 ad oggi nella fascia d’età 15-34, e – ha aggiunto - oggi in Fvg un occupato su cinque è part time, che diventano uno su tre per le donne”.

 

I consulenti del lavoro si sono soffermati in particolare sul tema del welfare aziendale. Anna Maria Ermacora, presidente regionale di Ancl (Associazione nazionale dei consulenti del lavoro) ha sottolineato che “in Fvg circa il 40 per cento delle aziende sfrutta le opportunità offerte dal welfare aziendale per offrire servizi di vario genere ai propri dipendenti. Un ottimo traguardo sarebbe il 70 o 80 per cento in regione, perché il welfare aziendale permette un risparmio alle aziende sfruttando la leva fiscale e servizi di qualità per i lavoratori”. Il presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Udine, Enrico Macor, ha aggiunto che “il welfare aziendale è più diffuso tra le grandi aziende ma sta prendendo piede sempre di più anche nelle realtà piccole. Si parla di interventi in materia di previdenza complementare, assistenza sanitaria integrativa, polizze assicurative, asili nido, il tempo libero, spese per i figli e istruzione. Il confronto oggi è stato molto importante perché ha permesso di far conoscere la nostra categoria e a molti professionisti di entrare in contatto con la realtà europea, che in tema di fondi per il lavoro e il welfare è di primaria importanza”.