Il 3 e 4 marzo sono stata a Pristina, in Kosovo, dove ho partecipato alla Conferenza interparlamentare sulle reti transfrontaliere (TEN-T). Interessante momento di confronto tra Ue e Paesi del Balcani occidentali (Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia) sui progetti cofinanziati da Bruxelles in tema di connettività.
Per l’Ue lo sviluppo delle infrastrutture e della connettività tra Europa e Balcani occidentali è prioritario, e in particolare il ruolo del Nordest e del Friuli Venezia Giulia strategico. Anche da qui la decisione di organizzare il prossimo vertice annuale dei Balcani Occidentali a TRIESTE, dove si farà anche una verifica dei progetti in corso di cofinanziamento e di quelli che potranno ancora essere cofinanziati.
L’Ue ha destinato un miliardo di euro per investimenti in progetti di connettività e assistenza tecnica, per gli anni 2014-2020, all’interno dell’Europa ma anche nelle regioni confinanti. Per Bruxelles le reti di connessione con i Balcani sono essenziali anche perché questa regione rappresenta un ponte verso i mercati dell’Asia.
E’ fondamentale correggere gli errori del passato: per anni si sono costruite infrastrutture con un’ottica esclusivamente nazionale, con il risultato di avere opere incomplete e frammentate, con barriere che hanno reso il transito di persone e merci più complesso e costoso. Ovviamente i trasporti non finiscono dove terminano i confini europei, e le reti TEN-T vanno estese ai Paesi confinanti. Da qui la necessità di avere i Balcani come interlocutore privilegiato. L’obiettivo è condividere con questi Paesi l’esperienza maturata dall’Ue negli ultimi vent’anni in questo settore, per creare reti più efficienti e più sicure, rispondenti agli standard europei.
