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EUROPA - Interrogazione a Commissione Ue sulla morte di Fabriza Di Lorenzo

La prima reazione del Governo tedesco all’appello della famiglia di Fabrizia Di Lorenzo fa ben sperare, ma alle parole è bene che seguano i fatti, perché la sua uccisione nell’attentato terroristico di Berlino non può essere considerata alla stregua di un incidente stradale. Sarebbe un fatto grave. Per questo ho deciso di presentare un’interrogazione alla Commissione europea sull’uccisione della nostra connazionale da parte di Anis Amri, nell’attentato terroristico al mercatino di Natale a Berlino, lo scorso 19 dicembre. 

Fabrizia Di Lorenzo è l’unica vittima italiana dell’attentato e, da quanto risulta, i familiari potrebbero non ricevere un risarcimento adeguato per l’accaduto, salvo che non venga modificata una legge tedesca risalente al 1985. Quest’ultima, infatti, esclude l’ipotesi risarcitoria per i danni causati alle vittime di crimini violenti commessi con un veicolo a motore o un rimorchio, com’è avvenuto nel caso specifico lo scorso dicembre. Ad oggi l’unico risarcimento possibile sembra essere quello destinato ai parenti dell’autista ucciso a colpi di pistola dall’attentatore, mentre per i familiari delle vittime della strage si potrà ricorrere esclusivamente al fondo tedesco per le vittime della strada.

Alla luce di tutto questo chiedo alla Commissione se, ai fini risarcitori, non ritenga ingiusto equiparare il tragico attentato terroristico di Berlino a un normale incidente stradale e, in secondo luogo, se e in che termini intenda valutare l’ipotesi di istituire un fondo di garanzia a livello europeo per le vittime del terrorismo.