“Oggi arriva dall’Europa un assist straordinario alle regioni italiane per il potenziamento del sistema dei trasporti e il miglioramento dei servizi, a vantaggio dei cittadini”. Lo afferma Isabella De Monte, europarlamentare del Pd e componente della commissione Trasporti e turismo, in merito al Quarto pacchetto ferroviario, approvato oggi dal Parlamento europeo. Il provvedimento prevede, a partire dal 2019, l’apertura del mercato per tutti i servizi ferroviari, sia a lunga percorrenza che ad alta velocità. Le reti rimarranno quindi pubbliche, ma verranno messi a gara i servizi per le compagnie nazionali a livello europeo.
Secondo De Monte “il Parlamento europeo ha votato una risoluzione di portata epocale nel settore del trasporto ferroviario, che porterà più concorrenza e vantaggi per i cittadini, a partire da un possibile abbassamenti delle tariffe. Vengono inoltre inseriti nuovi standard di certificazione del personale di bordo. Ma allo stesso tempo è garantito e tutelato il lavoro del personale ferroviario in modo preciso”.
“Le ricadute sulle imprese e sugli utenti dei servizi – evidenzia De Monte – saranno notevoli e comporteranno riflessi anche sulla scala locale. I gestori delle reti e i titolari del patrimonio ferroviario saranno ulteriormente sollecitati ad adeguarsi agli indirizzi contenuti nella nuova normativa e ad aprirsi ad altri operatori, siano essi imprese ferroviarie o imprese del settore manutentivo”.
“Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia – sottolinea De Monte – l’Amministrazione regionale sta anticipando alcune scelte strategiche, in particolare la separazione della rete (la Udine – Cividale) dal servizio di trasporto (Fuc srl) e il sostegno ad alcune iniziative finalizzate a rendere disponibile l’ingente patrimonio edilizio e tecnico, localizzato anzitutto a Udine Parco, a favore di operatori che intendono investire nella costituzione di un polo manutentivo ferroviario in un nodo essenziale del Corridoio 1-Baltico Adriatico. La ferrovia, sia lungo la direttrice Nord – Sud del Baltico Adriatico sia lungo il versante Est – Ovest del Corridoio 3-Mediterraneo, costituisce una leva essenziale per l’evoluzione economica della regione – continua De Monte – e la promozione dei territori su cui sono incardinati porti, interporti e zone industriali. Basti pensare al trend di crescita del trasporto ferroviario cargo del porto di Trieste, che in poco tempo è passato dai 4mila treni, per arrivare a 5mila nel 2015, fino a produrne oltre 7mila nel 2016; ai quasi 30mila treni e agli oltre 22 milioni di tonnellate che attraversano annualmente la Pontebbana, fino all’aumento della componente cargo di Fuc srl e degli altri operatori locali”.
Secondo De Monte “questa situazione rappresenta alcuni elementi più generali del risveglio industriale e delle capacità attrattive del Friuli Venezia Giulia. Liberalizzazione del sistema, da un lato, e il potenziamento dell’offerta ferroviaria, dall’altro, sono i passi irrinunciabili se si intendono consolidare i presupposti della crescita e garantire agli utenti servizi efficienti e di valore”.
“La programmazione nazionale e quella regionale – osserva ancora De Monte – si è dimostrata sino a questo momento coerente con l’impostazione europea costruita attorno alla core-network e all’ampliamento dei diritti e delle opportunità di mobilità per i cittadini. In questo senso sono da interpretare gli interventi finanziari rilevanti promossi nel campo ferroviario, primi tra tutti i 60 milioni di euro disponibili per la riorganizzazione del nodo di Udine e la costituzione dello scalo ferroviario all’interno della Ziu – Zona industriale udinese, la velocizzazione della Trieste – Venezia e gli interventi in altre tratte strategiche con lavori infrastrutturali in corso per oltre 400 milioni, per finire con la realizzazione del centro intermodale passeggeri di Ronchi dei Legionari”.
