Secondo De Monte “ogni attacco terroristico è atroce e vile, ma in questo caso esiste una componente se possibile più insopportabile, che è il tentativo di ferirci profondamente nel nostro modo di essere una società libera, moderna, conviviale. Chi ha ucciso sapeva che avrebbe colpito giovani e giovanissimi riuniti per un evento gioioso e spensierato: è il tentativo dei terroristi di infiltrarsi nel nostro modo di vivere, di concepire il mondo, le relazioni, il futuro”.
“Davanti a questo – osserva De Monte – la nostra risposta deve essere ferma. Il contrasto al terrorismo va portato avanti senza tentennamenti: più intelligence, maggiore coordinamento tra Stati, più investimenti in sicurezza comune. Ma anche le persone possono fare tanto: resistere a chi vi vuole piegarci con la forza dei principi sui quali poggiano la nostra democrazia e le nostre regole di civiltà.”
