Secondo De Monte “in Europa si percepisce in modo tangibile un interesse forte per lo scalo triestino, che cresce in modo evidente. Il porto sta giocando in modo sempre più incisivo la partita delle competitività: dalla Cina ai Paesi Baltici si guarda al Friuli Venezia Giulia con occhi nuovi e la svolta sul punto franco è un altro assist straordinario. Nel quadro delle possibilità offerte dalla nuova Via della Seta – conclude De Monte – la firma di ieri è una spinta forte in più, che rende il porto di Trieste sempre più appetibile nello scenario degli investimenti internazionali”.
