Secondo De Monte “il turismo rappresenta la terza attività socioeconomica nell’Ue e i vincoli della sostenibilità ambientale non devono essere visti come un freno allo sviluppo economico, bensì come una necessità e un’opportunità di crescita. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2017 “Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo”, richiamando il potenziale del turismo per l’avanzamento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Obiettivo è sostenere un cambio di policy, pratiche di business e comportamenti del consumatore per la sostenibilità. La sostenibilità – continua – ha come benefici la crescita economica, l’inclusione sociale, la protezione della cultura e delle risorse naturalistiche, migliori prospettive di lavoro e la protezione dell’ambiente”.
“Il primo passo verso una migliore sostenibilità è la promozione dell’economia circolare – osserva De Monte -, la destagionalizzazione del turismo e il miglioramento della ricettività delle strutture. Affinché ciò sia possibile bisogna migliorare l’interconnettività, attraverso la rivitalizzazione delle zone periferiche e remote per un approccio europeo inclusivo. Infine i trasporti: nel 2050 si prevede il raddoppio dei viaggiatori in aereo e quindi un aumento delle esigenze di sicurezza ed efficienza, nonché dell’inquinamento: è indispensabile investire su carburanti quali il gas naturale”.
