Alcuni giorni fa il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, ha scritto alle massime autorità dello Stato per chiedere che si blocchi la discussione del testo per il trasferimento di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, tema per me carissimo e sul quale mi sono impegnata in questi anni, visto che il disegno di legge in questione porta il mio nome. Ecco, davanti a queste dichiarazioni, io dico che i sappadini hanno già aspettato troppo: non hanno bisogno di riflettere ancora, ma di Istituzioni che non calpestino la loro legittima e sacrosanta volontà.
Basta veti, basta sgambetti e rinvii: Sappada deve veder riconosciuto un suo diritto. Il passaggio al Senato è stato fondamentale, ora l’iter deve proseguire senza tentennamenti anche alla Camera. Se qualcuno ritiene che le leggi siano sbagliate deve lavorare per modificarle, non per eluderle.
Su questa battaglia non dobbiamo cedere di un millimetro. Ne va della credibilità stessa delle Istituzionale e della politica. Calpestare la volontà popolare dopo che per anni un’intera comunità si è battuta in modo tenace e coraggioso, ma anche corretto, pacifico, legale, sarebbe davvero uno schiaffo vergognoso.
