News

I CAMBIAMENTI CLIMATICI: SFIDE PER L’ITALIA E L’UNIONE EUROPEA

13-3-2019 

Di recente la causa ambientalista ha assunto le sembianze di una ragazzina svedese con lunghe trecce e una bella parlantina, sguardo sveglio e faccia tosta. Lei si chiama Greta Thunberg e sicuramente non vi sarà sfuggita, perché le sue manifestazioni a difesa del clima, arrivate anche al Parlamento europeo a Bruxelles e piene di giovani, sono diventate veri e propri eventi mediatici. Ed è una buona notizia, perché di cambiamenti climatici si è sempre parlato poco e male, e ce n’è invece un gran bisogno.

In realtà, lo sappiamo, il tema è molto importante e riguarda il futuro di tutti noi. L’innalzamento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai e la desertificazione delle zone agricole sono fenomeni che presentano numeri in costante crescita e con i quali dobbiamo fare i conti. E dobbiamo farli ora, non tra cinque, dieci o quindici anni, quando potrebbe essere troppo tardi.

L’Italia non è esente da rischi, anzi: siamo un Paese splendido ma fragile e le recenti alluvioni che hanno devastato alcune regioni del Nord, tra le quali Veneto e Friuli Venezia Giulia, sono un esempio tangibile.

Del tema mi interesso da tempo. Ho organizzato conferenze e incontri pubblici con esperti del settore, e sono intervenuta per dare un contributo laddove opportuno e possibile, ad esempio presentando un’interrogazione alla Commissione europea proprio sulle alluvioni dello scorso autunno, chiedendo quali siano i fondi previsti dall’Ue per il sostegno alle zone colpite da tali disastri naturali e come si possano implementare gli stanziamenti. 

Le mie iniziative sono in linea con il programma di lavoro della Commissione per il 2017 “Realizzare un’Europa che protegge, dà forza e difende”. L’Italia, essendo uno dei Paesi europei maggiormente esposti ai rischi naturali ed antropici, ha bisogno di rafforzare la dimensione della gestione delle catastrofi e della prevenzione. L’azione dell’Ue che ho richiesto mira a sostenere e rafforzare quella degli Stati membri a livello nazionale, regionale e locale, concernente la promozione di una cooperazione operativa rapida ed efficace all’interno dell’Unione tra i servizi di protezione civile nazionali, nonché la prevenzione dei rischi. Quest’ultima viene affiancata ad altre politiche chiave dell’Ue che agiscono nel campo dell’adattamento ai cambiamenti climatici, della prevenzione delle calamità e della risposta alle catastrofi.

Non dimentichiamo che il 2020 è l'anno dell’Accordo di Parigi sul clima, con il quale si vuole contenere l’aumento della temperatura media globale, che è un obietto straordinariamente importante da non perdere di vista. Serve uno sforzo collettivo, una presa di consapevolezza da parte di tutti. I ragazzi l’hanno capito e sono in prima linea. Non molliamo.

Isabella De Monte